Daphne Squarzoni

Epsiodio 1: Che cosa vuoi fare da grande?
Storia di come ho deciso di fare progetti didattici
«Non puoi insegnare senza una laurea»
Me lo hanno detto alle superiori in quel periodo mistico in cui non sai bene chi vuoi essere e cosa vuoi fare dopo il Liceo.
L’università? Andare a lavorare? Che lavoro?
Ricordo un pomeriggio nel salotto di un amico con le vetrate che davano sulle mie montagne.
«Secondo me devi concederti di pensare fuori dalle strade predefinite – mi ha detto questo mio amico – se non ti servisse nessuna qualifica, se non dovessi rendere conto a nessuno, che cosa faresti?».
Insegnerei scrittura creativa a scuola.
Tra le mie difficoltà maggiori a scuola c’è sempre stata la noia. Ho scoperto poi di essere ADHD, in quegli anni non ne avevo idea e mi sentivo intrappolata in un programma scolastico che non mi lasciava nessuna libertà. Insomma, mi annoiavo a morte.
Quindi scrivevo racconti in classe.
Nel corso delle lezioni ho sempre avuto aperti due quaderni: uno per gli appunti e uno per i miei racconti (che sono perfino diventati un libro). Questo mi ha salvata dalla mia stessa ADHD, dall’annoiarmi, forse perfino dal decidere di non frequentare mai un’università.
Quando mi è stato chiesto cosa volessi fare senza condizioni, ho risposto che volevo fare questo: dare uno spazio creativo ai bambini. Essere quella che ti dice «Ok, sei tu e la tua immaginazione e puoi andare dove vuoi. Vai!».
Volevo regalare uno spazio sconfinato in cui tutto è possibile.
La prima persona a cui l’ho detto mi ha risposto con la fatidica frase: «Non puoi insegnare a scuola senza una laurea».
Teoricamente no, ma in pratica?
In pratica si può.
Ci ho messo dei mesi per studiare una soluzione e alla fine ho trovato un’associazione culturale che organizzava palestre di scrittura creative. Mi sono formata con loro e ho affinato abilità che coltivavo ormai da diversi anni (all’epoca scrivevo in rivista da tre o quattro anni).
Alla fine, il titolare dell’associazione e insegnante di scrittura è venuto da me e mi ha detto: «Per me sei pronta. Dobbiamo solo trovare una scuola che accetta i tuoi progetti didattici da parte della nostra associazione culturale».
Abbiamo trovato la scuola.
Era dicembre 2018, avevo cominciato l’università da due mesi e mi trovavo fuori dal cancello in ferro battuto delle elementari di Sant’Alessandro. Ero terrorizzata. E se davvero non fossi stata all’altezza? Se davvero fosse stato meglio aspettare di laurearmi? Se il mio entusiasmo non fosse bastato?
Ormai però ero davanti a quel cancello. La maestra L. mi aspettava dentro ed era troppo tardi per tirarsi indietro. Per fortuna 😊
Quel giorno sono entrata in classe e ho scoperto una parte del lavoro che avrei fatto da grande.
Come è andato questo primo progetto, quello che ho imparato e come sono andata avanti lo racconterò nei prossimi episodi di queste Storie di classe.

